Imballaggio primario secondario e terziario cosa sono e che ruolo hanno le etichette

Imballaggio primario, secondario e terziario: cosa sono e che ruolo hanno le etichette

Nel mondo del packaging ogni componente ha una funzione precisa, e c’è anche un’importante gerarchia da rispettare.

Le etichette non fanno eccezione: seguono il prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita, dalla presentazione sullo scaffale alle operazioni logistiche, fino alla gestione del fine vita dell’imballaggio. In quale livello di imballaggio si collocano?

Imballaggio primario: incontro con il consumatore

L’imballaggio primario è la confezione che entra in contatto diretto con il prodotto o lo contiene immediatamente. È la parte del packaging che il consumatore utilizza, manipola e legge per prima: la bottiglia di una bevanda, il flacone di un cosmetico, il vasetto di un alimento o la scatola che contiene un oggetto pronto all’uso.

In questo livello l’etichetta è parte integrante dell’imballaggio, perché fornisce informazioni essenziali per la sicurezza e per la fruizione del prodotto. Indica ingredienti, allergeni, scadenze, istruzioni d’uso, norme di riferimento e certificazioni. Allo stesso tempo costruisce l’identità visiva del brand, definisce lo stile grafico e comunica i valori aziendali. Quando necessario, può anche svolgere una funzione di protezione, ad esempio attraverso sigilli antimanomissione.

In molti settori, come alimentare, cosmetico, farmaceutico, l’etichetta dell’imballaggio primario è il primo vero punto di contatto tra azienda e consumatore.

Imballaggio secondario o multiplo: ordine e continuità visiva

L’imballaggio secondario è quello che raggruppa, contiene o protegge uno o più imballaggi primari. Accompagna il prodotto nella distribuzione e nella vendita, incentivando il consumatore all’acquisto con soluzioni come il cartone che raccoglie diverse bottiglie o un multipack per snack.

Qui l’etichetta svolge un ruolo vicino a quello legato al packaging primario, quindi legato alla presentazione e alla gestione del prodotto lungo la filiera commerciale. Garantisce coerenza grafica con l’imballaggio primario, e mantiene una funzione comunicativa e pratica che contribuisce alla percezione del brand e alla fruibilità dell’articolo.

Imballaggio terziario: la dimensione logistica delle etichette

L’imballaggio terziario riguarda la fase logistica della filiera. Protegge i prodotti durante il trasporto, la movimentazione e lo stoccaggio. Scatole da spedizione e imballaggi industriali in cartone ondulato appartengono a questo livello. Difficile che i consumatori vedano in prima persona questo tipo di imballaggio, se non si trovano in un hard discount. Tuttavia la sua importanza è indiscutibile, proprio per la sua funzione di protezione e di trasporto.

In questo contesto l’etichetta ha una grande importanza e diventa uno strumento operativo, dedicato alla tracciabilità e alla gestione dei flussi. Riporta codici di movimentazione, dati utili a magazzini e corrieri, indicazioni tecniche e, se necessario, istruzioni doganali. La leggibilità è fondamentale, così come la resistenza alle condizioni di trasporto e manipolazione. Anche se meno visibili al mercato rispetto alle etichette destinate al consumatore, quelle applicate all’imballaggio terziario incidono direttamente sull’efficienza della filiera, quindi è necessario che siano funzionali oppure si rischia di non portare i prodotti a scaffale.

Le etichette: un elemento trasversale a tutti i livelli di imballaggio

Poiché possono essere applicate su contenitori diversi, le etichette non appartengono a un’unica categoria di imballaggio. Come abbiamo visto, quando sono posizionate su bottiglie, vasetti o flaconi sono parte dell’imballaggio primario, se identificano scatole o astucci mutipack rientrano nell’imballaggio secondario, se accompagnano pallet o spedizioni appartengono all’imballaggio terziario.

Per ogni livello di packaging le etichette svolgono funzioni specifiche, e sono un elemento e indispensabile per la continuità del prodotto lungo tutte le fasi della filiera.

Va quindi fatta massima attenzione all’abbinamento dei diversi materiali: anche quando l’imballaggio è progettato in modo sostenibile, l’etichetta può influenzarne la riciclabilità. Il materiale del supporto, lo spessore, l’adesivo, gli inchiostri e persino la tecnologia di stampa determinano la compatibilità con i processi di recupero. Un’etichetta non idonea può rallentare la separazione o compromettere la qualità del riciclo.

Per questo motivo è importante che l’etichetta sia progettata in coerenza con il packaging principale. In Vico Etichette questo approccio si traduce nella scelta di materiali certificati, come carte riciclate e riciclabili, adesivi green, inchiostri a basso impatto e soluzioni linerless, che permettono di ridurre gli scarti lungo tutta la filiera.

Con il nostro Label Lab e con il nostro Green Label Lab creiamo le soluzioni di etichettatura più performanti ed eco-friendly per i nostri partner, grazie a un know-how approfondito che abbiamo costruito in anni di lavoro.

Contattaci e parlaci delle tue esigenze! Ti diremo quello che possiamo fare per te.

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Fabrizio Bonaccorso
CEO Vico Etichette

Cresciuto professionalmente all’interno dell’etichettificio, ha iniziato dal magazzino per conoscere a fondo materiali e supporti, passando poi alla produzione e alla gestione dei processi. Un percorso completo che gli ha permesso di sviluppare una visione concreta e orientata alla soluzione dei problemi.
Oggi mette questa esperienza al servizio dei clienti, progettando etichette personalizzate ed efficienti, con un’attenzione costante alla sostenibilità. La sua formazione è il risultato di anni di pratica sul campo e dell’eredità professionale trasmessa dal fondatore dell’azienda, suo padre.