Le parole che oggi spostano le vendite e che passano dall’etichetta

Le parole che oggi spostano le vendite (e che passano dall’etichetta)

C’è un errore che le aziende rischiano di fare quando parlano di etichette: quello di considerarle solo uno spazio informativo obbligatorio. I dati dell’Osservatorio Immagino 2025 di GS1 Italy raccontano invece da tempo qualcosa di diverso. L’etichetta è sempre più uno spazio decisionale, perché è lì che si concentrano le parole chiave che orientano i clienti verso l’acquisto.

Incrociando le informazioni presenti su oltre 149.000 referenze con i dati di sell-out NielsenIQ di supermercati e ipermercati italiani, l’Osservatorio nel suo diciottesimo report fotografa come le indicazioni riportate in etichetta generano crescita reale di fatturato. Non puoi ignorarle o sottovalutarle, se vuoi che anche i tuoi prodotti vengano scelti. Ma allo stesso tempo devi fare attenzione, perché i consumatori sono sempre più attenti a scegliere prodotti che rispecchiano i loro valori e diffidano delle affermazioni vaghe o poco chiare. Soprattutto quando si parla di sostenibilità.

Sostenibilità: quanto vale per gli italiani?

Hai sentito dire che le persone non sono più interessate ai temi green? Ebbene, non lo dimostrano con i loro acquisti. La sostenibilità ambientale continua a essere un tema molto presente sulle confezioni che vengono scelte sugli scaffali della GDO e non solo.

Crescono infatti gli acquisti delle referenze che riportano in etichetta indicazioni ambientali, in particolare quelle legate al packaging.

Il consumatore presta davvero attenzione anche alle informazioni ambientali presenti sull’etichetta, non solo agli ingredienti. Lo dimostra il fatto che secondo il report dell’Osservatorio Immagino l’unico claim che traina un trend annuo positivo delle vendite è “meno plastica”, che risulta “cresciuto a doppia cifra sia in valore (+16,7%) che in volume (+18,5%)”. Cosa significa? Che i prodotti che riportavano questa dicitura in etichetta hanno generato sia entrate maggiori che maggiori vendite. Nel report si legge infatti che “il paniere, composto da 182 prodotti, ha ampiamente superato i 32 milioni di euro di vendite nei canali supermercati, ipermercati e libero servizio”.

Va tenuta però in considerazione una nota importante: il giro d’affari dei prodotti contrassegnati come “green” è cresciuto del 2,4% rispetto alla precedente rilevazione (da giugno 2024 a giugno 2025), ma questo anche a causa dell’aumento dei prezzi. 

Perché questo dato è interessante? Perché sottolinea che, sebbene i volumi di vendita si siano mantenuti generalmente simili, le persone hanno deliberatamente deciso di continuare ad acquistare prodotti etichettati come sostenibili anche se i loro prezzi sono aumentati

Ma gli acquirenti non si fidano a priori di quello che leggono in etichetta e vogliono comunque rassicurazioni: per questo il riferimento alla ISO:14001, la certificazione che attesta il rispetto dei requisiti del sistema di gestione ambientale, segna per i prodotti che lo contengono in etichetta una crescita a doppia cifra a valore (+10,5%) sempre aiutata dall’aumento dei prezzi medi, ed è sostenuta anche a volume (+5,0%). 

Ma quindi, cosa dovresti scrivere in etichetta per vendere di più?

Innanzitutto, devi sempre e comunque scrivere la verità. Un’indagine dell’Ipsos sul comportamento d’acquisto degli italiani  ha evidenziato che circa il 75% dei consumatori rinuncia all’acquisto se le informazioni in etichetta non sono convincenti o complete

Questo indica che il contenuto scritto non è un optional, ma un driver reale della decisione di comprare o meno un prodotto. In pratica, se il consumatore non trova le risposte che cerca (ad esempio sulle caratteristiche del prodotto o su aspetti rilevanti per lui), è molto probabile che decida di non acquistare.

Inoltre, l’etichettatura ambientale è sempre più richiesta sugli imballaggi dei prodotti di largo consumo: il 78,6% delle unità vendute, pari a oltre 21,5 miliardi di confezioni riportano infatti questa informazione.

Essenziali anche le indicazioni sulla tipologia di imballaggio e sul corretto conferimento in raccolta differenziata, presenti sul 62,1% dei prodotti a scaffale analizzati dall’Osservatorio IdentiPack di Conai e GS1 Italy,  e su oltre 22,8 miliardi di confezioni vendute

Più contenuta invece la presenza di marchi e dichiarazioni ambientali volontarie, (8,9% delle referenze e 11,5% delle confezioni vendute), mentre può considerarsi marginale la comunicazione sulla certificazione di compostabilità del packaging

Quindi: ai consumatori sembra interessare come deve essere gestito il tuo pack a fine vita, in modo da non fare errori nella raccolta differenziata. E sono ancora titubanti nell’acquisto di prodotti che dichiarano autonomamente di essere green, se non danno delle rassicurazioni in merito a chi determina la loro sostenibilità (come nel caso della certificazione ISO).

In Vico Etichette possiamo progettare e realizzare per te delle etichette davvero sostenibili e conformi alle normative vigenti in merito. Con il nostro Green Label Lab selezioniamo i materiali che semplificano lo smaltimento del tuo packaging, per rendere la raccolta differenziata ancora più semplice per chi sceglie i tuoi prodotti.

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Fabrizio Bonaccorso

Fabrizio Bonaccorso
CEO Vico Etichette

Cresciuto professionalmente all’interno dell’etichettificio, ha iniziato dal magazzino per conoscere a fondo materiali e supporti, passando poi alla produzione e alla gestione dei processi. Un percorso completo che gli ha permesso di sviluppare una visione concreta e orientata alla soluzione dei problemi.
Oggi mette questa esperienza al servizio dei clienti, progettando etichette personalizzate ed efficienti, con un’attenzione costante alla sostenibilità. La sua formazione è il risultato di anni di pratica sul campo e dell’eredità professionale trasmessa dal fondatore dell’azienda, suo padre.