Sempre più brand optano per soluzioni green al fine di garantire ai clienti un’esperienza di acquisto e consumo consapevoli. Porre molta attenzione alla sostenibilità è oramai divenuto obiettivo e attività primaria nella produzione e nel confezionamento dei prodotti, in qualunque settore.

Il packaging green coinvolge i materiali più disparati e la scelta di imballaggi e di etichette che possano essere smaltite facilmente e velocemente, così da preservare l’ambiente. Spesso però ciò che viene definito riciclato o biodegradabile non lo è davvero, e non si può identificare totalmente con il concetto di “sostenibilità”.

L’Europa e gli obiettivi green

Negli ultimi anni l’UE ha promosso e adottato politiche mirate a ridurre l’impatto ambientale. La sigla ISO 14001 indica lo standard di gestione ambientale, il quale guarda ai requisiti di un «sistema di gestione ambientale» di una qualsiasi azienda. L’ISO 14001 è una certificazione accreditata, traducibile in una conformità dei processi e dei materiali che sono stati selezionati per la creazione (e anche il confezionamento) di un prodotto.

Lo standard ISO permette dunque di controllare l’impatto delle varie attività, spingendole a rispettare costantemente le norme in tema di sostenibilità. Inoltre, le direttive europee sostengono di gran lunga packaging composti da materiali riciclati o adatti alla biodegradabilità, in linea con le esigenze climatiche dell’Europa e del resto del mondo.

Ecco dunque che il settore dell’etichettatura ha investito e studiato tecniche e materiali di facile smaltimento. Tantissime aziende hanno preso in carico questa sfida per essere più innovative e responsabili agli occhi dei consumatori, e anche per accrescere il proprio vantaggio competitivo. Nascono dunque nuove campagne di comunicazione, per promuovere i propri articoli e gli imballaggi compostabili e biodegradabili.

A primo impatto, i consumatori potrebbero risultare entusiasti, pronti ad acquistare o a usufruire di servizi nel rispetto ambientale. Ma in realtà sorgono due dubbi rispetto alle politiche green di molti brand. Innanzitutto, qual è la differenza tra biodegradabile e compostabile? Ma soprattutto: tali meccanismi di smaltimento sono davvero così ecosostenibili?

I concetti di sostenibilità tra dubbi e certezze

Biodegradabile e compostabile non sono sinonimi. La biodegradabilità si riferisce alla capacità di un materiale di decomporsi grazie a un processo chimico, termico, fisico o biologico. Una materia è invece compostabile se si decompone completamente.

Etichette e confezioni possono dunque avere una funzione green laddove sono composte da materiali capaci di scomporsi o disintegrarsi in velocità. Emergono però delle contraddizioni. In primis, per quanto riguarda il concetto di biodegradabile, un imballaggio ha bisogno di una temperatura maggiore di 60°C per decomporsi. In più, spesso, per rendere un materiale biodegradabile viene effettuato un processo chimico che comunque è inquinante.

Per ovviare alle eventuali problematiche scatenate da una scorretta attività di compostaggio o riciclo, sono nate molte organizzazioni che tutelano e certificano quali materiali sono compostabili. L’attestazione afferma che la degradazione e il possibile riciclo e nuova vita di tale materiale non risultano dannosi per l’ambiente, in quanto non sprigionano alcuna sostanza artificiale né nociva.

Biodegradabile, compostabile e riciclabile: la qualità delle etichette

È importante quindi realizzare etichette davvero green che, assieme alla confezione, possano rendere un prodotto realmente smaltibile e poco inquinante.

Le etichette compostabili sono biologiche e naturali al 100%. Il loro film organico permette di realizzare packaging green, capaci poi di frammentarsi e divenire compost, un perfetto fertilizzante. Per i packaging con etichette biodegradabili, invece, il processo di decomposizione è più lungo ma può benissimo avvenire in modo biologico grazie all’azione enzimatica dell’ossigeno, dell’umidità o di alte temperature. Ecco come, a poco a poco, si possono limitare i danni ambientali.

Un altro fattore da tenere in considerazione è quanto scienziati ed esperti di etichette investano tempo e tecnologie sempre più all’avanguardia per ottenere soluzioni non solo esteticamente piacevoli, ma anche realmente riciclabili o smaltibili. Ad esempio, il programma Green LABEL LAB® di Vico Etichette ha realizzato etichette dalla resistenza e dall’adesività estrema, pur adoperando sostanze organiche e totalmente naturali.

La corsa all’ecologia delle etichette

Se un’azienda decide a tutti i costi di voler sembrare green, non otterrà risultati vincenti. Non basta solo affidarsi a un fornitore di etichette che proponga packaging biodegradabili, riciclabili o compostabili. È necessario accertarsi che il ciclo di vita del materiale sia stato svolto senza agenti inquinanti.

Realizzare etichette green è senza dubbio lo scopo principale di professionisti dell’etichettatura che vogliono offrire il miglior prodotto ai propri clienti. Noi di Vico Etichette studiamo costantemente soluzioni che possano tutelare il pianeta e rendere la raccolta differenziata e lo smaltimento dei rifiuti un gesto semplice e spontaneo. Per questo abbiamo creato Green LABEL LAB®.

Per saperne di più, clicca qui sotto.

 

Scopri di più QUI

 

Fabrizio Bonaccorso Vico EtichetteFabrizio Bonaccorso CEO

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter

Grazie della tua iscrizione!