Alcuni progetti particolari richiedono un’etichettatura che deve essere funzionale anche in condizioni estreme. Un esempio tipico è quello delle etichette resistenti al calore, che trovano applicazioni in diversi settori produttivi. Ma come è possibile creare delle etichette che non temano le temperature elevate?

Temperature alte o sbalzi di temperatura?

Innanzitutto, quando si deve creare su misura un’etichetta speciale, è importante informarsi bene sul suo futuro utilizzo. Diventa fondamentale sapere quali sono esattamente le sollecitazioni che il nostro prodotto dovrà tollerare: nel caso della temperatura, va quindi definito se l’etichetta verrà applicata a un oggetto che mantiene sempre un grado di calore elevato oppure se dovrà sopportare degli sbalzi notevoli.

Queste due situazioni determinano infatti necessità diverse, ad esempio nel primo caso si dovrà garantire performance ottimali in un ambiente poco variabile, mentre nel secondo caso dovremo tenere conto di alcune instabilità in più.

Attenzione all’adesivo!

Uno dei primi problemi da affrontare quando si progetta un’etichetta che deve essere sottoposta a temperature molto elevate è quello dell’adesivo, che va scelto tra i prodotti in grado di non sciogliersi in condizioni estreme.

Anche in questo caso, è opportuno fare delle distinzioni: l’etichetta verrà applicata su un oggetto “freddo” che poi si riscalderà oppure dovrà essere apposta, ad esempio, su un metallo in lavorazione e proprio nel momento in cui questo ha una temperatura molto elevata? Questa infatti è un’applicazione tipica delle etichette resistenti al calore, che consente di identificare il lavorato in metallo già nelle linee di produzione.

Non tutti i materiali sono uguali

Può essere abbastanza scontato che la nostra scelta non ricada su un’etichetta di carta quando ci serve un prodotto resistente alle alte temperature.

Tuttavia, se pensiamo a un’etichetta plastificata, abbiamo comunque la possibilità di scegliere tra diverse alternative: il poliestere (PET), il polietilene (PE) e il polivinicloruro (PVC) sono solitamente i materiali più adatti a resistere in condizioni critiche.

Sono tre materiali plastici, ma ognuno di loro è più adatto a un uso in particolare e presenta una resistenza diversa al calore e agli agenti esterni. Ancora una volta, un’analisi accurata delle condizioni in cui dovrà “lavorare” la nostra etichetta sarà l’unico modo per ottenere il risultato che vogliamo.

Oggi è possibile creare etichette che garantiscono una tenuta ottimale anche in condizioni critiche per la maggior parte dei materiali. Ovviamente spesso queste etichette non sono prodotti standard, e per averle è necessario rivolgersi a uno specialista in grado di realizzare progetti complessi e curati.

Se le tue esigenze sono fuori dagli standard e non credi esista una soluzione adeguata, Vico Etichette è il partner che fa per te: insieme valuterete gli obiettivi da raggiungere e il budget a disposizione, in modo da elaborare l’etichetta che non pensavi potesse esistere e che risolverà i tuoi problemi.

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Fabrizio Bonaccorso Vico EtichetteFabrizio Bonaccorso CEO

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