Etichette compostabili e inchiostro: come non fare errori

Un’etichetta compostabile oggi è un vantaggio competitivo per diversi tipi di prodotto. Se pensiamo infatti al settore alimentare, la possibilità di garantire che l’etichetta che viene apposta ad esempio sulla buccia di un frutto o di un ortaggio possa essere smaltita assieme alla buccia stessa può essere la chiave del successo dell’azienda che produce o distribuisce quell’alimento.

Questo perché un’etichetta compostabile per la frutta o la verdura non richiede al consumatore di attivarsi per gettarla nella raccolta indifferenziata. Può sembrare un piccolo gesto, ma ha un valore essenziale se si pensa che il 41% degli italiani mette in atto comportamenti sostenibili solo se sono meno faticosi della loro alternativa non green, secondo dati Ipsos.

Quindi, una volta appurato che un’etichetta compostabile è quello che ti serve per il tuo prodotto, ci sono moltissime variabili a cui fare attenzione se vuoi essere certo di rispettare le indicazioni della norma tecnica EN 13432, che definisce i requisiti degli imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione.

Tra queste variabili, la scelta e la giusta applicazione dell’inchiostro hanno un’importanza fondamentale. Ed è molto facile fare errori che compromettono irrimediabilmente la compostabilità della tua etichetta…

 

Inchiostri compostabili: caratteristiche chiave

Gli inchiostri compostabili sono formulati con materiali che possono essere facilmente decomposti in ambienti biologici, riducendo l’impatto ambientale. Secondo la norma vigente, un’etichetta è infatti compostabile se si biodegrada per almeno il 90% in 6 mesi negli impianti di compostaggio industriale (quindi non deve essere semplicemente abbandonata nell’ambiente!).

Questi inchiostri spesso contengono ingredienti a base di acqua e componenti naturali, garantendo una scomposizione che non rilascia residui tossici. Inoltre gli inchiostri compostabili spesso incorporano materiali provenienti da fonti rinnovabili, come oli vegetali e resine naturali. Questi materiali riducono la dipendenza da risorse non rinnovabili, contribuendo a un approccio più sostenibile alla produzione.

 

Attenzione alle prestazioni

Nonostante la loro natura ecologica, gli inchiostri compostabili sono progettati per garantire prestazioni che sono adatte a diversi settori produttivi. Sono infatti resistenti all’usura, alle intemperie e ad altri fattori ambientali, assicurando che le etichette siano leggibili e durevoli nel tempo.

Tuttavia, un’etichetta compostabile e di conseguenza un inchiostro compostabile potrebbero non essere adeguati a ogni tipo di applicazione. Non sono in grado infatti di assicurare la massima resistenza in condizioni proibitive, come ad esempio in ambienti troppo caldi o troppo umidi. E non sono neanche realizzati per resistere a lunghissimo termine.

Quindi se l’etichetta di cui hai bisogno deve offrirti prestazioni eccezionali, è molto probabile che tu debba cercare delle soluzioni sostenibili diverse, perché i materiali compostabili, inchiostri inclusi, potrebbero non essere quello che fa al caso tuo. E se per caso realizzi un’etichetta compostabile al 100% ma poi le applichi una lavorazione che la renda più resistente è possibile che tu la renda non compostabile: una verniciatura protettiva, infatti, spesso non è compatibile con lo smaltimento nel compost.

 

Il look&feel compostabile è minimal

Un altro errore molto frequente che si fa quando si vuole un’etichetta compostabile e non si ha una conoscenza approfondita dei materiali e delle pratiche di smaltimento è quello di non tenere in considerazione alcune limitazioni alla personalizzazione.

In generale, le etichette compostabili sono caratterizzate da un aspetto più “naturale” o sono addirittura trasparenti. Questa scelta di design è specificamente volta a ridurre al minimo l’uso di coloranti che potrebbero compromettere la decomposizione del materiale.

Un’etichetta dall’aspetto più sobrio e minimal è spesso l’indicatore di un impegno più serio verso la sostenibilità. Quindi se vuoi un’etichetta davvero compostabile devi essere disposto a virare le tue scelte verso un uso consapevole dell’inchiostro e del colore.

Questo non significa che il risultato sarà scialbo o sciatto! Sarà compito dei designer, infatti, realizzare delle grafiche sorprendenti e accattivanti anche con un look&feel che rispecchia (e rispetta) le normative per la compostabilità.

Come vedi, ci sono diversi errori che si possono fare, anche in ottima fede, quando si vuole realizzare un’etichetta compostabile per i propri prodotti.

Il fatto che sempre più aziende oggi vogliano etichette e packaging green, visto che i consumatori stanno diventando più attenti all’impatto ecologico dei loro acquisti, porta purtroppo anche al proliferare di fornitori poco seri che vendono soluzioni di packaging compostabile che in realtà non lo sono. Come riconoscerli? Innanzitutto, è essenziale diffidare di chi dice sì a ogni tipo di richiesta senza analizzare a fondo le esigenze del cliente e senza valutare le performance richieste al packaging e all’etichetta.

Se cerchi un partner che realizzi per te etichette e packaging realmente compostabili e conformi alle normative, noi di Vico Etichette siamo a tua disposizione. Siamo un laboratorio artigiano dell’etichetta con una grande esperienza, e grazie al nostro Green Label Lab elaboriamo per le aziende soluzioni sempre nuove che rispettino le normative e che garantiscano le migliori performance possibili.

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Fabrizio Bonaccorso CEO

etichette eco-friendly

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