Ecologia, sostenibilità, rispetto dell’ambiente e delle risorse sono argomenti ormai noti a tutti, al punto tale che sempre più aziende hanno avvertito (e stanno avvertendo) il bisogno di mutare i propri processi produttivi per migliorare la salute del pianeta.

 

La nuova sensibilità delle imprese è sì un dovere morale, ma anche un’opportunità concreta di business a impatto ridotto sull’ambiente. Il primo step per mostrare a investitori e consumatori la rinnovata esigenza green, è prediligere un packaging sostenibile per i prodotti.

Dunque, etichette green, compostabili e biodegradabili non solo per il settore alimentare, ma per ogni settore produttivo.

 

Dopotutto, ogni prodotto da commercializzare necessita di un involucro, di un imballo e di un’etichetta. Questa esigenza, unita all’urgenza di ridurre l’impatto ambientale, ha posto il mondo del packaging al centro di una rivoluzione immane, che proprio in questo particolare periodo storico ha raggiuto il suo culmine.

La raccolta differenziata, quindi, è diventata uno strumento fondamentale per rientrare nei dettami dell’economia circolare e quando si acquista o si utilizza un prodotto, bisogna considerare innanzitutto il ciclo di fine vita del packaging con cui è presentato sul mercato.

 

La prima domanda da porsi, sorge spontanea: l’etichetta (obbligatoria per un numero elevato di prodotti) e la confezione dei tuoi prodotti sono biodegradabili e compostabili?

Sono le aziende a doversi preoccupare di apporre l’etichetta giusta al proprio prodotto, soprattutto considerando i nuovi trend di mercato: i consumatori scelgono prodotti a ridotto impatto ambientale e le prime informazioni sono contenute proprio sull’etichetta.

 

Differenza tra biodegradabile e compostabile

Per far sì che un’etichetta possa effettivamente rientrare nei canoni dell’economia circolare, è necessario comprendere appieno la differenza tra un etichetta “biodegradabile” e un’etichetta “compostabile”.

 

Innanzitutto, entrambi i processi costituiscono una degradazione della materia fino a scomporla nei loro elementi chimici di composizione.

La biodegradazione è un processo naturale in cui la velocità di degradazione dipende da fattori ambientali; il processo di compostaggio, invece, è un processo controllato, in cui alcune condizioni operative accelerano la degradazione fino a ricavare concime organico.

 

In pratica la biodegradazione è un processo lento, realizzato dalla natura; mentre il compostaggio è un processo veloce realizzato dall’uomo.

Dunque, la differenza si gioca soprattutto su due fattori:

  1. I tempi di degradazione;
  2. I residui al termine del compostaggio industriale.

 

Secondo la direttiva, un prodotto può essere definito biodegradabile quando la scomposizione avviene al 90% entro 6 mesi. Per essere definito compostabile, invece, deve disintegrarsi in meno di 3 mesi e non lasciare residui.

E’ bene ricordare che un materiale compostabile è sempre biodegradabile. Non è sempre valido il viceversa (cioè un materiale biodegradabile, non è sempre compostabile).

Dunque, ci sono materiali (come ad esempio il polistirene) che viene degradato naturalmente dall’ambiente, ma in un lasso di tempo che varia tra i 450 a 1000 anni.

 

Per aiutare concretamente l’ambiente, dunque, è necessario scegliere dei materiali che siano sì biodegradabili, ma anche compostabili, cosicché la velocità di degradazione non impatti sull’ecosistema.

Etichette biodegradabili compostabili: il trend del momento

 

Alla luce di quanto detto, è palese che possa nascere una cerca confusione sia nei consumatori, che negli imprenditori.

Per essere certi di compiere una scelta effettivamente sostenibile, che vada ad aumentare la visibilità del brand, è opportuno scegliere etichette biodegradabili compostabili, studiate appositamente per il rifiuto organico.

 

 

 

Si tratta di etichette particolari che vengono progettate per non avere alcun impatto ambientale e, una volta che la loro funzione è terminata, possono venir smaltite assieme alle sostanze organiche nei centri di compostaggio, come da norma UNI EN 13432.

 

Inizialmente, sono state particolarmente utilizzare nel settore food, ma il periodo attuale ha visto una larghissima diffusione di queste etichette, nei più svariati settori.

Il loro impiego, infatti, si rivela ottimo in tutte quelle situazioni dove il packaging vuole essere interamente compostabile. Questo perché facilitano la vita del consumatore, evitandogli di togliere l’etichetta ogni volta che il prodotto è terminato.

 

Un punto a favore del tuo brand, il cui impegno verrà apprezzato ulteriormente anche in fase di smaltimento.

Il materiale con cui vengono realizzate le etichette biodegradabili deriva da piantagioni rinnovabili e solitamente da amido di mais.

 

 

Dall’alimentare all’alta moda

Le etichette biodegradabili compostabili sono estremamente versatili e possono essere utilizzate con successo numerosi in altri ambiti.

 

Infatti, oltre alla filiera alimentare, che pure copre un campo estremamente vasto che va dall’etichetta da applicare sui cibi, alla carta da forno, anche il settore della moda sta migrando verso un’etichetta sostenibile.

Le case di moda sono state le prime a percepire l’esigenza dei consumatori e, oltre a confezionare vestiti e accessori con processi produttivi improntati all’ecosostenibilità, stanno investendo e hanno investito in materiali ecosostenibili.

 

Dopotutto, il settore della moda è in costante sviluppo e percepisce le tendenze degli utenti con largo anticipo. Per questo, la scelta di etichette biodegradabili compostabili rappresenta il naturale sviluppo di un brand che vuole testimoniare appieno la filosofia green. 

Un brand che voglia fisicamente dimostrare ai propri consumatori di essere attento all’ambiente (quindi che voglia sfruttare le nuove opportunità di business offerte dalla rivoluzione green), deve anche essere in grado di modificare alcune impostazioni dei suoi prodotti, partendo dall’etichetta.

 

Il tutto però non si riduce alla sostenibilità: le etichette devono rispondere anche a necessità funzionali e di attenzione verso il prodotto.

Se infatti la parte grafica viene curata in modo corretto e aderente alle linee guida del tuo brand, anche il supporto, il materiale e la realizzazione hanno necessità della stessa cura.

 

Per questo noi di Vico Etichette, pionieri nella ricerca di materiali ecosostenibili per le etichette,  ha ideato il GREEN LABEL LAB, per trovare la soluzione giusta a ogni esigenza.

Noi studiamo il prodotto, capiamo quali sono le tue esigenze e, attraverso dei test accurati, sappiamo proporti l’etichetta adatta a te.

 

Per conoscere tutte le soluzioni che possiamo offrirti

 

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Fabrizio Bonaccorso CEO

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